Non sono un alieno

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E’ uscito da qualche settimana un nuovo romanzo scritto da un giovane autore di origini campane, Gabriele Sannino. Il romanzo narra la storia di un ragazzo di Milano, Walter, che non accetta la sua omosessualità e cerca di costruire un mondo fatto di bugie e castelli infestati da fantasmi. Solo gli eventi della vita- a volte sconvolgenti ma “necessari” nonchè l’affetto e l’amore da parte di chi lo ama incondizionatamente riusciranno a farlo accettare per quello che è. Walter inizierà cosi a vivere se stesso, nella gioia e nel dolore, e, da che non si accettava, alla fine compirà, invece, un gesto particolarmente arduo.

Scrive Michela Tafelli: “È una voce spontanea e vivace, quella che ci racconta le vicende di questo romanzo: le parole disinibite e disinvolte di un ragazzo, che mantengono la loro impulsiva freschezza anche quando alle prese con un profondo processo di scoperta e accettazione di se stesso. È un lungo percorso, quello di Walter, che dalle prime prese di coscienza dell’infanzia si snoda fino ad arrivare ai turbamenti della consapevolezza nel periodo delicato dell’adolescenza: il momento in cui ogni persona si trova ad uscire dal bozzolo del proprio io infantile per scoprire e dispiegare le fragili ali della maturità adulta.
Questo racconto può senz’altro essere definito quindi un romanzo di formazione, un tassello di un ricco filone: il percorso dall’innocenza all’esperienza di un giovane uomo, argomento che ha catturato la penna di tanti celebri artisti. Cosa rende quindi unica questa narrazione, quindi?
Walter ci presenta da vicino, ‘in diretta’ la propria esperienza di vita incentrata sulla scoperta della propria omosessualità, da sempre in contrasto con ciò che gli viene presentato come ‘normale’ e - più importante per la sfera emotiva e affettiva di un bambino - con le aspettative della propria madre. Proprio questo aspetto profondamente sensibile ed emotivo della sua personalità lo porterà da una parte ad intuire precocemente la verità sulle proprie inclinazioni, ma dall’altra a combatterle disperatamente nei primi momenti di tale presa di coscienza.
Questa battaglia con se stesso sarà vinta al prezzo di grandi sofferenze, ma gli frutterà anche grandi ricompense: la scoperta, o ‘ri-scoperta’, di persone che ricopriranno un ruolo chiave nella sua vita, che lo aiuteranno a definirla e a definirsi alla luce del loro affetto e sostegno. Come l’amica d’infanzia Benedetta, da sempre complice, che si rivelerà tale anche nelle esperienze più coraggiose, senza che il suo appoggio venga mai meno. E, anche se in un più complesso gioco di luci ed ombre, anche Veronica, che da ‘ragazza-schermo’ di dantesca memoria si rivela essere il dolce sogno irrealizzabile di un amore convenzionale del protagonista, per poi divenirne un qualche modo la ‘donna angelo’ portatrice di una grazia e un amore diversi ma non per questo meno preziosi e sinceri. Per proseguire con gli echi della Divina Commedia, che ruolo riservare alla sorella Agnese se non quello del Virgilio a cui l’anima errante si rivolge per prima come confessore e guida? La forza della saggezza in grado di percorrere al suo fianco una strada ardua e dolorosa, una maturità conquistata con la sofferenza a cui Walter affida i suoi passi incerti.
Anche quando disperso in una selva oscura di dubbi e disperazione, Walter non cammina da solo: il suo viaggio è difficile, in certi punti si troverà a discendere nei propri personalissimi ‘abissi infernali’ con tanto di ombre spettrali che getteranno ulteriori paure sulla sua strada; ma sa che, protetto dalle sue ‘tre donne’, infine riuscirà a raggiungere il Paradiso cui anela.”

Autore: 
Gabriele Sannino
Casa editrice: 
WLM Edizioni
Anno di pubblicazione: 
2008
Pagine: 
200
ISBN: 
00
Prezzo di copertina: 
1,150
Biografia autore: 
Raccontaci qualcosa di te. Sono un ragazzo di origini campane, di ventinove anni, e ho sempre amato scrivere. Ora sento di aver realizzato finalmente un sogno. Uno dei tanti nel cassetto… Perché non sei un alieno? Innanzitutto – e ti assicuro che mi duole dirlo ma devo farlo in quanto è la verità – Non sono un alieno non è, purtroppo, la mia storia. Dico “purtroppo” perché mi ha dato tantissime emozioni quando l’ho scritta: ho pianto, ho riso, mi sono incazzato col mondo e con la società. Ma erano tutte emozioni vere, che provenivano dal mio “io” e che erano solo assopite dentro di me.
Citazione: 
Il libro si apre con una scazzottata a scuola perché il protagonista viene additato come gay. Una reazione volta a cancellare lo stereotipo del gay effeminato… Sì. In effetti Walter, il protagonista della storia, è un ragazzo assolutamente comune, come tanti, e che, se provocato in maniera molto forte, può rispondere – ahimé – anche con la violenza. Ingiustificabile sempre, intendiamoci. Per quanto riguarda il discorso degli stereotipi, bisogna dire, finalmente, che essi sono solo una parte della nostra realtà: magari la più vistosa, la più eclatante. Ma pur sempre una parte. I gay fanno tutto e sono in qualunque attività sociale. Non lavorano solo nella moda o nello spettacolo (con tutto il rispetto per chi lavora in quei settori ovvio). Conosco gay che fanno i boxeur, danno pugni per professione addirittura! La parte del libro che più ti è piaciuta. In fondo sono un romantico, un passionale. Mi son piaciute molto le storie d’amore del protagonista, la loro intensità, ma anche le riflessioni che Walter fa su se stesso e sulla sua vita. Lì il mio “io” è venuto fuori più che mai… Tu sei un militare, mestiere insolito per chi vuol fare lo scrittore… Non è proprio così. Nel mio ambiente, oltre all’omofobia, all’esasperato e a volte caricaturale machismo e all’ignoranza – lo ammetto –, c’è anche tanta gente intelligente e brillante, che ha parecchie passioni, anche le più lontane da quel mondo. E queste persone sono le più vive, le più reali. Un libro che per te è stato fondamentale per iniziare a scrivere. Sono un onnivoro in fatto di lettura. Ci sono milioni di romanzi che mi piacerebbe citare in questo momento: mi viene in mente, ad esempio, in quanto a freschezza e a verità il romanzo di Lara Cardella Volevo i pantaloni. È un must della lettura. Per me è anche un evergreen. Hai altri progetti in cantiere? Ne ho diversi. Ho scritto delle fiabe “per grandi” diciamo così, un po’ filosofiche e umanistiche, e mi piacerebbe divulgarle. E ho scritto anche un altro racconto, molto più triste rispetto a questo, ma che in un momento della mia vita mi ha rappresentato molto. E mi piacerebbe un giorno, chissà, dar alla luce anche a quello.

Commenti

non sono un alieno

È una voce spontanea e vivace, quella che ci racconta le vicende di questo romanzo: le parole disinibite e disinvolte di un ragazzo, che mantengono la loro impulsiva freschezza anche quando alle prese con un profondo processo di scoperta e accettazione di se stesso. È un lungo percorso, quello di Walter, che dalle prime prese di coscienza dell’infanzia si snoda fino ad arrivare ai turbamenti della consapevolezza nel periodo delicato dell’adolescenza: il momento in cui ogni persona si trova ad uscire dal bozzolo del proprio io infantile per scoprire e dispiegare le fragili ali della maturità adulta.
Questo racconto può senz’altro essere definito quindi un romanzo di formazione, un tassello di un ricco filone: il percorso dall’innocenza all’esperienza di un giovane uomo, argomento che ha catturato la penna di tanti celebri artisti. Cosa rende quindi unica questa narrazione, quindi?
Walter ci presenta da vicino, ‘in diretta’ la propria esperienza di vita incentrata sulla scoperta della propria omosessualità, da sempre in contrasto con ciò che gli viene presentato come ‘normale’ e - più importante per la sfera emotiva e affettiva di un bambino - con le aspettative della propria madre. Proprio questo aspetto profondamente sensibile ed emotivo della sua personalità lo porterà da una parte ad intuire precocemente la verità sulle proprie inclinazioni, ma dall’altra a combatterle disperatamente nei primi momenti di tale presa di coscienza.
Questa battaglia con se stesso sarà vinta al prezzo di grandi sofferenze, ma gli frutterà anche grandi ricompense: la scoperta, o ‘ri-scoperta’, di persone che ricopriranno un ruolo chiave nella sua vita, che lo aiuteranno a definirla e a definirsi alla luce del loro affetto e sostegno. Come l’amica d’infanzia Benedetta, da sempre complice, che si rivelerà tale anche nelle esperienze più coraggiose, senza che il suo appoggio venga mai meno. E, anche se in un più complesso gioco di luci ed ombre, anche Veronica, che da ‘ragazza-schermo’ di dantesca memoria si rivela essere il dolce sogno irrealizzabile di un amore convenzionale del protagonista, per poi divenirne un qualche modo la ‘donna angelo’ portatrice di una grazia e un amore diversi ma non per questo meno preziosi e sinceri. Per proseguire con gli echi della Divina Commedia, che ruolo riservare alla sorella Agnese se non quello del Virgilio a cui l’anima errante si rivolge per prima come confessore e guida? La forza della saggezza in grado di percorrere al suo fianco una strada ardua e dolorosa, una maturità conquistata con la sofferenza a cui Walter affida i suoi passi incerti.
Anche quando disperso in una selva oscura di dubbi e disperazione, Walter non cammina da solo: il suo viaggio è difficile, in certi punti si troverà a discendere nei propri personalissimi ‘abissi infernali’ con tanto di ombre spettrali che getteranno ulteriori paure sulla sua strada; ma sa che, protetto dalle sue ‘tre donne’, infine riuscirà a raggiungere il Paradiso cui anela.

Michela Tafelli

NON SONO UN ALIENO è un romanzo coraggioso che racconta la storia di un ragazzo, Walter, che non accetta la sua omosessualità e che, per questo, vive una vita che non gli appartiene piena di scheletri e fantasmi tutti siti nel castello della sua anima. Solo gli eventi della vita, a volte indispensabili anche se un po "traumatici", nonchè l'amore incondizionato di quelle poche persone che lo circondano e che lo amano per quello che è, riusciranno a farlo sentire vermente se stesso. Riusciranno a farlo vivere completamente se stesso.

NON SONO UN ALIENO è un romanzo per gay ma anche per etero perchè fa capire a tutti la "naturalezza" di essere gay, e mette a nudo la quotidianità delle persone omosessuali, i loro problemi, le loro vicissitudini ma soprattutto le loro emozioni nonchè il loro mondo interiore.
Qualcuno ha detto che è la storia di "ognuno di noi..."
Ciò affinchè le persone omosessuali non siano più viste come degli "alieni" ma come degli esseri umani esattamente uguali a tutti gl altri.
Quindi con gli stessi diritti e doveri. Quindi... con la stessa dignità.

Gabriele Sannino

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