Circolo Mario Mieli

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Aggiornato: 56 sec fa

Consultorio psicologico

Sab, 06/04/2011 - 23:38
Da diversi anni presso il Circolo Mario Mieli è attivo il consultorio psicologico, affidato ad un'equipe composta da quattro psicologi e psicoterapeuti. Il Circolo inoltre offre una consulenza specializzata per tutte quelle coppie che stanno vivendo un periodo di burrasca e che necessitano di un supporto psicologico per cercare di arrivare al bandolo della matassa.

Da diversi anni presso il Circolo Mario Mieli è attivo il consultorio psicologico, affidato ad un'equipe composta da quattro psicologi e psicoterapeuti (ad indirizzo cognitivo-comportamentale e analitico), con anni di esperienza sulle tematiche specifiche dell'orientamento sessuale, dell'identità di genere e sulle problematiche legate alla condizione di sieropositività o Aids.

Il Circolo inoltre offre una consulenza specializzata per tutte quelle coppie che stanno vivendo un periodo di burrasca e che necessitano di un supporto psicologico per cercare di arrivare al bandolo della matassa. Questo servizio, assolutamente innovativo in Italia, è affidato a una psicologa esperta nella terapia di coppia e profonda conoscitrice delle tematiche glbt.

Si può accedere al consultorio psicologico su appuntamento, rivolgendosi alla segreteria.
Tel. 06.5413985

Categorie: Community Gay

Gay e Geo stagione 2010-11

Sab, 09/25/2010 - 11:38
Da Isola a Isola. Si comincia da un'isola (Ischia) e si finisce con un'altra isola (la Sardegna). L'isola come metafora di noi gay per non isolarsi, ma per cercarvi un pezzetto di paradiso ... Da Isola a Isola. Si comincia da un'isola (Ischia) e si finisce con un'altra isola (la Sardegna). L'isola come metafora di noi gay per non isolarsi, ma per cercarvi un pezzetto di paradiso ...


Isola Verde sabato-domenica 25 e 26 settembre 2010. Week end di fine estate a Ischia, detta anche l' “isola Verde” per distinguerla dall'Isola azzurra (Capri), a Sant'Angelo, per un ultimo tuffo alla bellissima spiaggia dei Maronti, un bagno rilassante alle terme Afrodite e una facile scalata da Fontana Barano al panoramico monte Epomeo - (Campania) treno più aliscafo da Napoli, molo Beverello, facile - guida Luigi


Cima del Viglio sabato 23 ottobre 2010 la vetta più alta dei monti Simbruini - impegnativo - guida Matteo (tra Lazio e Abruzzo) > sul web: simbruini.altervista.org


Cascata “Zompo lo Schioppo” sabato 20 novembre 2010 (Abruzzo) alla spettacolare cascata detta così in dialetto locale > sul web: schioppo.aq.it; impegnativo - guida Matteo


Lago Albano sabato 18 dicembre 2010, la più classica (e piacevole) delle gite ai Castelli, con visita all'intrigante Romitorio di Sant'Angelo in Lacu e alla Pentima della Vecchiaccia… impressionante burrone. Partenza da Castel Gandolfo, ritorno da Albano, in treno da Termini, con cena in fraschetta e auguri di fine anno – facile - guide Luigi e Ciro


Sci di Fondo al Terminillo sabato 15 gennaio 2011, torniamo alla “Montagna di Roma”, il Terminillo, per una bella sciata – impegnativo - guida Matteo …. (Lazio-Rieti) sul web vedi anche monteterminillo.net;


Giardino dei Tarocchi a Capalbio sabato 5 febbraio 2011 (il primo sabato dei mesi invernali per volere dell'artista creatrice Niki de Saint Phalle non si paga) interessante gita culturale in Toscana – facile- guide Matteo e Ciro, web: nikidesaintphalle.com;


Giro del Puzzillo sabato 19 febbraio 2010, sci di fondo, il “giro del Puzzillo” è il più classico dei circuiti di fondo che segna il passaggio da principiante a professionista – impegnativo- (Abruzzo) - guida Luigi


Eremi romiti in Sabina domenica 13 marzo 2011 recupero dell'anno passato, con visita al bellissimo paese Roccantica e agli eremi sui verdissimi monti della Sabina –impegnativo – (Rieti) guida Luigi


Grotte di Frasassi sabato-domenica 26-27 marzo 2011 Questo wend di primavera è dedicato alle Marche per una gita naturalistico-culturale che ci porterà a scoprire l'eremo di fonte Avellana, la cittadina di Fano con cui la Flaminia arriva al mare, il monte Catria e le bellissime Grotte di Frasassi – medio- facile - guide Andrea M. e Adriano > - web: frasassi.com;


Giardino di Ninfa sabato 16 aprile 2011 (aperto solo primo e terzo week end) – facile - guida Matteo

> visita ai bellissimi giardini della provincia di Latina, web: fondazionecaetani.org->xxx;

E lungo il Tevere… (da Roma a mare) domenica 15 maggio 2011. Recupero della biciclettata fino al mare, passando sulla pista ciclabile Tevere – Sud e proseguendo sull'argine del fiume fino a Ostia, con ritorno col trenino Roma- Ostia –impegnativo – guida Luigi


La Sardegna e Alghero venerdì, sabato e domenica 27-28-29 maggio 2011 - La prima volta di gay e geo in Sardegna per il week end più impegnativo della stagione, per la distanza, con il mare più blu, la macchia mediterranea più profumata e la bella città di Alghero, isola linguistica catalana… (con noi Alghero diventerà un po' Barcellona) (trasferimento aereo da Roma fino ad Alghero Fertilia) facile - guida Pierpaolo


Gole di Celano sabato 11 giugno 2011. Ritorno al canyon più bello d'Appennino –impegnativo – (Abruzzo) guida Matteo web: parcosirentevelino.it

Gay e Geo è il gruppo gay di Roma che organizza tante escursioni all'aria aperta. Nasce per favorire la socializzazione, l'amicizia e il relax all'aria aperta, nonché la riscoperta di itinerari naturalistici e culturali nel Lazio e nelle regioni vicine nella completa gratuità. Unico requisito per tutelarci tutti: un'assicurazione annuale obbligatoria di 13,50 euro.

Per informazioni e adesioni, scrivici:gayegeo@yahoogroups.com


Categorie: Community Gay

Westerwelle inaugura i Gay Games di Colonia

Sab, 07/31/2010 - 12:45
Sarà il ministro degli esteri tedesco, gay dichiarato, a inaugurare i Gay Games. Sara' il ministro degli Esteri Guido Westerwelle, omosessuale dichiarato, a inaugurare i ‘Gay Games' il 31 luglio prossimo.

Si tratta del piu' insigne ‘patron' della manifestazione dalla sua creazione, hanno affermato gli organizzatori.

La manifestazione, che durera' fino al 7 agosto, si tiene ogni 4 anni in varie parti del mondo, e' la prima volta che ha luogo in Germania.

All'evento, riservato esclusivamente agli sportivi omosessuali, partecipano 10.000 atleti di circa 70 paesi, 35 le discipline sportive rappresentate.

Ogni atleta rappresenta non il proprio paese, ma la propria citta'.Attesi circa un milione di spettatori.
Fonte: Gaynews24


Categorie: Community Gay

Il Mario Mieli premiato

Sab, 07/31/2010 - 12:18
Il Comitato Promotore ha deciso di premiare il Circolo Mario Mieli di Roma per il grande impegno profuso contro l'Omofobia in Italia e per la coraggiosa attività svolta nel campo della educazione e del rispetto delle differenze. Si terrà a fine luglio a Bari per il terzo anno consecutivo, la manifestazione per la promozione della Pari Opportunità, organizzata dall'Associazione Kè Bari e Makumba Tribe.

La manifestazione patrocinata dall'Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Bari e sostenuta dalla Birra Peroni S.p.a. che sta portando avanti una campagna di sensibilizzazione tra i giovani finalizzata al bere con moderazione.

Obiettivo: la diffusione tra l'opinione pubblica del tema della lotta ad ogni forma di discriminazione per sesso, religione, cultura, razza ed orientamento sessuale.

Quest'anno il Comitato Promotore ha deciso di premiare il Circolo Mario Mieli di Roma per il grande impegno profuso contro l'Omofobia in Italia e per la coraggiosa attività svolta nel campo della educazione e del rispetto delle differenze, tanto da essere più volte oggetto di aggressioni a sfondo omofobo e xenofobo.

Fonte: Barisera


Categorie: Community Gay

Asta per Gabi

Gio, 07/29/2010 - 12:09
Asta per Gabi. Scegli quello che più ti piace tra i tantissimi articoli, vestiti, curiosità e ricercatezze vintage.... e salva la libreria Gabi.< Giovedi 29 luglio ore 20
Asta per Gabi
c/o Libreria Gabi, Via Gabi, 30 A
L'obbiettivo è quello di vendere e acquistare oggetti e di usare i fondi reperiti attraverso l'asta per permettere “alle Gabi” di far sopravvivere un luogo tanto importante.

L'invito è a partecipare generosamente all'asta che sarà anche un'occasione di incontro per tutti e l'opportunità di conoscere, per chi non lo avesse già fatto, un centro culturale che ora rischia di morire ma che domani sarà la vera risorsa della comunità cittadina.

Scegli quello che più ti piace tra i tantissimi articoli, vestiti, curiosità e ricercatezze vintage.... e salva la libreria Gabi.
Un grande momento per trovare cose curiose e particolari, un'asta dove conoscere gente e scambiare idee, un luogo dove ancora vive e cresce la cultura nella nostra città!

Organizzata da We Have A Dream, cittadini glbti
www.wehaveadream.eu
Categorie: Community Gay

Omogenitori su RaiTre

Mer, 07/28/2010 - 10:31
Il progetto de "Il lupo in calzoncini corti" è diventato tanto forte da raggiungere i palinsesti di Rai Tre. La messa in onda è prevista per Mercoledì 28 luglio alle 23.30 E' con un po' di emozione che comunichiamo a tutti che il progetto de "Il lupo in calzoncini corti" è diventato tanto forte, grazie all'energia di coloro che hanno sostenuto il film, da raggiungere i palinsesti di Rai Tre

La messa in onda del film è prevista per mercoledì 28 luglio alle 23.30 circa, siete tutti invitati!

Abbiamo raggiunto un traguardo importante, soprattutto se pensiamo al tema raccontato nel film, e questo è stato possibile grazie a coloro che ci hanno dato fiducia supportando il progetto e pre-acquistando il Dvd, ma anche grazie ai numerosi professionisti che hanno deciso di lavorare con noi a questo film decidendo di sostenere l'idea di produzione consapevole, e quindi mettendo a disposizione le loro professionalità.

Siamo fiere di aver potuto lavorare con loro e siamo fiere del film che abbiamo realizzato.

A ottobre finiremo la versione per i cinema e a quel punto inizieremo ad invadere le sale di tutta Italia (e spediremo i Dvd a chi ha pre-acquistato). Stay tuned!

Fonte: Il Lupo in calzoncini corti


Categorie: Community Gay

Bocciati grazie al Pd

Mar, 07/27/2010 - 19:32
A Pesaro, con un sindaco del PD, il Consiglio comunale ha respinto una mozione che proponeva l'istituzione del registro delle unioni civili. Invece di farsi trovare pronto a condividere le istanze della nostra comunità, il Pd non riesce a votare nemmeno una mozione dal valore puramente simbolico adducendo come motivazione che il registro è cosa inutile, allora siamo proprio al disfacimento della politica e allo zerbinaggio dell'intero partito alla sua ala cattolica. Inammissibile ed ignobile. Anche a Pesaro, città governata dal centrosinistra, con un sindaco del PD, il Consiglio comunale ha respinto una mozione che proponeva l'istituzione del registro delle unioni civili.
La mozione è stata presentata dalla lista civica collegata a Beppe Grillo e ha visto 16 contrari, 4 astenuti e 2 favorevoli. Il Pd ha votato compatto assieme a Pdl e Lega.

“Questa è ulteriore idiosincrasia del PD, che se da una parte almeno a parole si fa paladino di una nuova stagione di apertura ai diritti civili e glbtq, dall'altra mantiene al suo interno sacche inammissibili di intolleranza ed avversione all'estensione dei diritti civili per tutte e tutti. E' una schizofrenia che non siamo più disposti ad accettare – questo il commento di Rossana Praitano, Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli.

Siamo desolatamente sole e soli, ormai da tempo gli ultimi in Europa, quanto a equiparazione di diritti. Che la politica prenda una decisione: il prossimo anno l'Italia ospiterà l'Europride, la più grande manifestazione del movimento glbtq. Invece di farsi trovare pronto a condividere le istanze della nostra comunità, il Pd non riesce a votare nemmeno una mozione dal valore puramente simbolico adducendo come motivazione che il registro è cosa inutile, allora siamo proprio al disfacimento della politica e allo zerbinaggio dell'intero partito alla sua ala cattolica. Inammissibile ed ignobile. Che il Pd prenda una decisione e isoli chi non è in grado di rappresentare tutti i cittadini e le cittadine di questo Paese”.

Rossana Praitano
Presidente Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Categorie: Community Gay

Dal piave arrivano le scuse.

Mar, 07/27/2010 - 16:11
Riccardo Missiato, sindaco di Spresiano secondo il quale agli omosessuali dovrebbe essere vietato il campeggio sulle rive del Piave, il diretto interessato ha ridimensionato le proprie, omofobe, posizioni. Il primo cittadino veneto avrebbe precisato che per lui l'omosessualità non è una malattia e che le dichiarazioni riportate dalla stampa si riferivano, in realtà ad un ragionamento più ampio fatto sulla prostituzione maschile e femminile. Malgrado le dichiarazioni di Riccardo Missiato, il Ministro per le Pari Opportunità non ha ancora preso una posizione precisa. Ad una settimana dalle dichiarazioni di Riccardo Missiato, sindaco di Spresiano secondo il quale agli omosessuali dovrebbe essere vietato il campeggio sulle rive del Piave, il diretto interessato ha ridimensionato le proprie, omofobe, posizioni.

Secondo quanto riportato da gaywave.it, il primo cittadino veneto durante lo scorso fine settimana avrebbe precisato che per lui l'omosessualità non è una malattia e che le dichiarazioni riportate dalla stampa si riferivano, in realtà ad un ragionamento più ampio fatto sulla prostituzione maschile e femminile.

“La premessa che vorrei sottolineare – ha dichiarato Riccardo Missiato - è che non ritengo l'omosessualità una malattia, anzi ho il massimo rispetto per le persone e per i loro orientamenti sessuali. La mia azione amministrativa è volta a marginare un fenomeno ormai insopportabile di prostituzione femminile e maschile presente nel nostro territorio e che ha raggiunto un degrado morale inaccettabile”.

La puntalizzazione riparatrice sarebbe stata fatta nelle stesse ore in cui Pietrangelo Pettenò, consigliere regionale della Sinistra Venata, presentava alla giunta di cui fa parte un'interrogazione utile per rimuovere Riccardo Missiato dal proprio ruolo in seguito alle dichiarazioni omofobe fatte di recente.

Di quanto sta accadendo a Spresiano, esemplificativo del blocco politico che in Italia esiste quando si deve tutelare le persone gay e lesbiche, ritorneremo ad occuparci quando pubblicheremo l'intervista che Giuseppe Civati ci ha rilasciato proprio sulla vicenda.

In attesa dei nuovi aggiornamenti vale però la pena fare un punto su cosa attorno alla vicenda non è cambiato. Ad oggi, malgrado il trambusto che in rete le dichiarazioni di Riccardo Missiato hanno creato, il Ministro per le Pari Opportunità non ha ancora preso una posizione precisa.

Sostenere, come ha fatto di recente, le associazioni glbtq diventa del tutto inutile se in vicende come quelle di Spresiano non si prendono delle posizioni precise.

Se, come sostengono in molti ormai dalla scorsa primavera, si dovesse votare prima della fine della legislatura il Partito Democratico non avrebbe nessun progetto da condividere con la comunità omosessuale italiana.

Il silenzio che Pierluigi Bersani ha adottato dopo il richiamo di Paola Concia spiega molto meglio dei comizi politici che neanche l'opposizione ha più a cuore il proprio elettorato non eterosessuale.

Fonte: Queerblog


Categorie: Community Gay

Hiv dilagante

Mar, 07/27/2010 - 11:23
Buone e cattive notizie per i gay dal mondo della lotta all'Hiv, riunito a Vienna dal 18 al 23 luglio per la XVIII Conferenza mondiale Aids. Le preoccupazioni crescono perché in varie zone del pianeta l'infezione continua a dilagare tra la popolazione omosessuale con tassi pari anche a 20 volte quelli registrati tra gli etero; la buona notizia è che ci sono comunità in cui la terapia è talmente diffusa che sembra stia riuscendo a rallentare il dilagare delle infezioni, riducendo il potenziale infettivo delle persone sieropositive e quindi il rischio di contagio. Buone e cattive notizie per i gay dal mondo della lotta all'Hiv, riunito a Vienna dal 18 al 23 luglio per la XVIII Conferenza mondiale Aids. Le preoccupazioni crescono perché in varie zone del pianeta l'infezione continua a dilagare tra la popolazione omosessuale con tassi pari anche a 20 volte quelli registrati tra gli etero; la buona notizia è che ci sono comunità in cui la terapia è talmente diffusa che sembra stia riuscendo a rallentare il dilagare delle infezioni, riducendo il potenziale infettivo delle persone sieropositive e quindi il rischio di contagio. Queste solo alcune delle più rilevanti novità riguardanti gay e altri uomini che fanno sesso con uomini – come vengono identificati in ambiente scientifico coloro che praticano comportamenti omosessuali pur non riconoscendosi in questa definizione – presentate alla Conferenza di Vienna che si è chiusa venerdì.

Alle conferenze mondiali Aids la popolazione omosessuale è sempre in primo piano e soprattutto, camminando per l'ampio corridoio della Messe viennese, colpiva la presenza di tanti gay africani visibili. Mentre negli ultimi dieci anni la comunità gay occidentale si sforzava di liberarsi dall'identificazione con l'infezione da Hiv di cui è stata vittima agli inizi, nel continente africano l'invisibilità degli omosessuali spingeva molti uomini verso l'infezione così che ad esempio in Senegal più di un gay su cinque è sieropositivo mentre nella popolazione generale si registra un caso ogni cento persone. Anche in Tailandia e in Brasile alcuni studi hanno mostrato come l'Hiv colpisca ancora violentissimamente la comunità gay, che dal canto suo dimostra una bassa comprensione del rischio. E in Italia?

Ultimamente molti infettivologi hanno rilevato un aumento nel numero di nuove infezioni tra i gay giovanissimi, dato però che il bollettino epidemiologico dell'Istituto superiore di sanità non è in grado di confermare.
La Danimarca, invece, ha condiviso i dati sorprendenti rilevati nella popolazione gay nazionale, secondo cui il numero dei gay sieropositivi totali viventi è in continuo aumento e il sesso a rischio è sempre più diffuso, come testimonia il numero crescente di casi di clamidia, gonorrea e sifilide. In questo scenario si dovrebbe assistere a un boom di nuove infezioni; e invece no, le nuove diagnosi tra gli omosessuali ogni anno sono stabili e, siccome la popolazione omosessuale è in crescita (ebbene sì, i normali rilevamenti statistici danesi sono in grado di avere anche queste informazioni…) il tasso di incidenza è in diminuzione.

La spiegazione degli scienziati è che sempre più persone seguono il trattamento antiretrovirale e sono quindi meno contagiose. È la dimostrazione scientifica che l'impiego su larga scala della terapia antiretrovirale può contribuire a prevenire nuove infezioni in quella che viene chiamata la strategia treatment as prevention o “trattamento come prevenzione”.
C'è di più: il fatto di intervenire con queste modalità all'interno della popolazione dei gay e degli altri uomini che fanno sesso con uomini (MSM, dall'inglese Men who have Sex with Men) in alcuni paesi potrebbe portare a contenere l'epidemia anche presso la popolazione generale. Lo afferma il modello epidemiologico presentato da Chris Beyrer al simposio di Be Heard! organizzato dal Global Forum for MSM and Hiv e che Stephen Lewis, ex inviato speciale delle Nazioni Unite per l'Hiv/Aids in Africa, ha salutato come un argomento scientifico inconfutabile che adesso dovrà convincere anche i governi più omofobi ad intervenire per offrire servizi di prevenzione e cura alla popolazione gay e MSM dei loro paesi.

È chiaro, infatti, che per ricorrere alla strategia treatment as prevention bisogna rafforzare i servizi di diagnosi e di indirizzamento alla terapia e quindi servono iniziative specifiche per la popolazione che si intende sensibilizzare. Una riflessione che dovrebbe echeggiare anche nelle stanze del ministero della Salute italiano, da sempre incapace di parlare alla comunità gay e completamente assente alla conferenza viennese: “Questa è un'edizione importante per la conferenza, perchè siamo a soli 5 anni dal 2015, la data in cui dovrebbe essere garantito l'accesso a tutti ai trattamenti e alla prevenzione – ha affermato Alessandra Cerioli, presidente della Lila, alla vigilia della conferenza – Ci sono ministri della Salute di molti Paesi, ma l'Italia brilla per la sua assenza. Il nostro Paese non ha ancora versato la propria quota al Fondo Globale, ed è indietro persino nella presentazione del country report richiesto dall'Onu ogni due anni e che non abbiamo mai presentato”. E in effetti l'unica presenza italiana che si notava a Vienna era quello dello stand di Cassero Salute

Fonte: Gay.it
Categorie: Community Gay

Il Piave mormorava calmo.

Lun, 07/26/2010 - 10:45

Riccardo Messiato, sindaco di Spresiano probabilmente non si sente un novello Armando Diaz, ma anche lui ha giurato che quelli non varcheranno il Piave. Ancora gli austriaci? No, stavolta i "nemici" sono i gay.

La comunità omosex ocupa una spiaggia. Il sindaco del Pd: "Devono andarsene. Che si curino".

La battaglia appoggiata da Lega e Pdl.

Oggi come allora il Piave è la linea di difesa. Nel 1917 i soldati italiani, dopo il rovescio di Caporetto, si raccolsero dietro a quello che diventerà un fiume sacro alla patria, respinsero gli assalti degli austriaci e costruirono l'offensiva che porterà al trionfo di Vittorio Veneto.

Riccardo Messiato, sindaco di Spresiano (Treviso), eletto con una lista civica sostenuta dal Pd, probabilmente non si sente un novello Armando Diaz, ma anche lui ha giurato che quelli non varcheranno il Piave. Ancora gli austriaci? No, stavolta i "nemici" sono i gay.

«Che si curino se possono - ha sparato nel corso di un'intervista poi riparata alla meglio dietro cortesi insistenze degli imbarazzati stati maggiori del Pd - o che rimangano chiusi nelle proprie mura. Sul greto del Piave non ci possono stare, non ci devono stare».

Peccato, perché sui siti che vanno per la maggiore nell'universo gay la spiaggetta, si fa per dire, che il sacro fiume offre nel territorio di Spresiano è considerata meta rinomata per gli omosessuali.

Un po' troppo rinomata, forse, visto che al calar delle tenebre sul greto del fiume, in prossimità del viadotto autostradale, gli appuntamenti galanti spesso e volentieri si trasformano in atti sessuali espliciti.

«Non sto qui a giudicare la sessualità della gente - ha precisato il sindaco, già assessore democristiano alla fine degli anni 70 nel vicino comune di Maserada sul Piave, rettificando le precedenti dichiarazioni - ma quello che non possiamo tollerare è il fiorire della prostituzione. Fino a settembre porteremo avanti l'operazione Estate sicura, proprio per evitare che da queste parti trionfi l'illegalità e il malcostume».

Ronde belle e buone, insomma, guarda caso organizzate in un comune che vede Lega e Pdl all'opposizione, anche se nella lista civica del sindaco ci sono transfughi di vari orientamenti. Ma nel Nordest la stella di sceriffo se la mettono al petto soprattutto i sindaci di centrosinistra, anche perché se non facessero così non sarebbero neanche eletti.

I cittadini di Spresiano, infatti, approvano la decisione del primo cittadino. Basta avere il coraggio di fare un giro sul Piave, partendo dal monumento dedicato agli eroi della Grande Guerra, e proseguire sotto il viadotto dove, seguendo una scia di preservativi variopinti, si arriva al fiume. Uno sconcio, indipendentemente dagli orientamenti sessuali di chi l'ha provocato.

Se il sindaco vuole difendere il Piave, le associazioni omosex non ci stanno certo a ritirarsi. Tutt'altro. Il presidente regionale di Arcigay, Alessandro Zan, invoca la galera per il sindaco mentre quello provinciale auspica, oltre alle scuse pubbliche, che vengano soddisfatte le esigenze di ritrovo pubblico per i gay.

Alessio De Giorgi, direttore del portale gay.it e già eletto alle primarie della prima assemblea nazionale del Pd, ricorda che questa "spiaggia" è recensita da anni tra le più gay-friendly d'Italia.

«E adesso a maggior ragione - rincara la dose - passeremo l'estate a difendere il Piave come spazio aperto a tutti».

L'on. Paola Concia (Pd), nel frattempo, ha provveduto a "scomunicare" il sindaco di Spresiano sostenuto dal proprio partito. «Il Pd deve ritirargli l'appoggio», ha tuonato.

«Il Pd provinciale e comunale - hanno dichiarato al Corriere del Veneto i rispettivi segretari, Enrico Quarello e Cristian Fornasier - confermano il loro appoggio all'amministrazione comunale in tema di lotta allo sfruttamento della prostituzione e ai fenomeni di atti osceni in luogo pubblico». Questa è terra di sceriffi.

Fonte: Il Giornale.it
Categorie: Community Gay

Basta discriminazioni

Lun, 07/26/2010 - 10:41
Mentre alla XVIII Conferenza mondiale sull'Aids è riunito il gotha della lotta all'Aids, l'Italia non trova di meglio da fare che rispolverare ammuffiti e pretestuosi dibattiti. Che ci raggiungono e ci colpiscono mentre assistiamo alla seduta plenaria che chiude la Conferenza. Un omosessuale viene escluso dalla donazione del sangue, e il ministro alla Salute Ferruccio Fazio, che peraltro ancora non ha trovato il tempo per spiegare il motivo dell'assenza italiana a questo fondamentale appuntamento internazionale, non è in grado di prendere una posizione e decide di predere tempo richiedendo un parere al Centro nazionale Sangue.

Mentre assistiamo alle imbarazzanti esternazioni di un ex ministro alla Salute, Gerolamo Sirchia, peraltro firmatario proprio del Decreto 3 marzo 2005 - Protocolli per l'accertamento della idoneita' del donatore di sangue e di emocomponenti. Che parla addirittura di “persone a rischio”, quando l'intero mondo oramai sa che a rischio casomai sono i comportamenti. E cita legislazioni di altri Paesi su donazione e omosessualità, ignorando che tali legislazioni, per esempio negli Usa, sono in via di modificazione, proprio in aderenza all'evidenza scientifica, che è un po' diversa da come la racconta l'ex ministro.

È ora di finirla.
La Lila ha recentemente seguito un altro caso, all'Avis di Brescia, l'esclusione dalla donazione di una persona che vive sotto lo stesso tetto con un familiare sieropositivo. Non un partner: un familiare. Qual è il messaggio che passa da queste prese di posizione? Che vivere con una persona sieropositiva è pericoloso? Che gli omosessuali sono pericolosi e possono contagiarci in quanto tali? Per il caso da noi seguito, il Centro nazionale Sangue, interpellato, ha risposto citando proprio il Decreto Sirchia, e ribadendo il diritto a donare il sangue per la persona ingiustamente esclusa, ci auguriamo che così accada anche per il ragazzo omosessuale. Come ci auguriamo che stigma e discriminazione, che sono i migliori alleati della propagazione del virus, spariscano una volta per tutte.

L'umiliazione che ancora devono subire le persone ingiustamente discriminate da chi, a tutti i livelli, agisce sulla base del moralismo e delle ideologie e ignora l'evidenza scientifica, è cosa grave. Non solo perché offensiva per le persone coinvolte, ma perché ci fa fare passi indietro nella lotta all'Hiv/Aids e impedisce di avviare politiche di prevenzione realmente efficaci. Questo era il centro del dibattito alla Conferenza di Vienna, ma l'Italia purtroppo non c'era, perciò non può saperlo. E si vede.

Fonte: imgpress.it
Categorie: Community Gay

Democratic Muccassassina

Sab, 07/24/2010 - 11:37
Muccassassina, la festa più laica democratica e glbt più famosa d'Italia, festeggerà i suoi 20 presso la festa dell'Unità di Roma a Caracalla e per l'occasione presenterà l'Europride 2011 che si svolgerà a Roma il prossimo anno. Padrona di casa la La Karl Du Pignè con Tsunami, Ventura Rodriguez e i Muccadancers. In consolle Gianluca Pacini e Daniele Quinzi.

Muccassassina, la festa più laica democratica e glbt più famosa d'Italia, festeggerà i suoi 20 anni presso la festa dell'Unità di Roma a Caracalla e per l'occasione presenterà l'Europride 2011 che si svolgerà a Roma il prossimo anno.

Hosted by La Karl Du Pignè. Sul palco Tsunami, Ventura Rodriguez e i Muccadancers.
In consolle Gianluca Pacini e Daniele Quinzi.

Sabato 24 luglio dalle ore 24 Ingresso gratuito c/o la Festa dell'Unità di Roma a Caracalla
Categorie: Community Gay

Europride: da Varsavia a Roma

Lun, 07/19/2010 - 11:52
Sabato 17 Luglio si è svolta a Varsavia la parata dell'Europride 2010, alla quale hanno partecipato gay, lesbiche e transessuali provenienti da tutta Europa. il Circolo Mario Mieli, assegnatario del prossimo Europride 2011 a Roma, ha ricevuto, dalle mani degli organizzatori polacchi e dal Presidente dell'Epoa (European Pride Organizers Association - l'Associazione che raccoglie gli organizzatori dei Pride in Europa) Mark Chapman, il formale passaggio della bandiera dell'Europride. Sabato 17 Luglio si è svolta a Varsavia la parata dell'Europride 2010, alla quale hanno partecipato gay, lesbiche e transessuali provenienti da tutta Europa.
Si è trattato di un evento senza precedenti per un Paese, la Polonia, dove negli anni scorsi era stato addirittura negato il permesso di manifestare da parte del governo cattolico ed ultraconservatore.

Alla fine della manifestazione, dopo i toccanti interventi dal palco delle Associazioni, il Circolo Mario Mieli, assegnatario del prossimo Europride 2011 a Roma, ha ricevuto, dalle mani degli organizzatori polacchi e dal Presidente dell'Epoa (European Pride Organizers Association - l'Associazione che raccoglie gli organizzatori dei Pride in Europa) Mark Chapman, il formale passaggio della bandiera dell'Europride.

La folta delegazione del Circolo Mario Mieli è stata calorosamente salutata dai manifestanti. “E' un onore ricevere il passaggio di testimone proprio qui a Varsavia - ha affermato Rossana Praitano, Presidente del Circolo Mario Mieli – e riteniamo che questo Europride segni un importante passo verso l'ottenimento di diritti per la comunità glbt polacca e sia di sprone per tutti quei Paesi in cui ancora oggi i diritti delle persone omosessuali vengono quotidianamente negati.

Voi ci avete insegnato che, nonostante le estreme difficoltà organizzative e politiche, niente è impossibile: faremo tesoro della vostra esperienza e del vostro insegnamento nella costruzione dell'Europride del prossimo anno a Roma”.

Il Circolo Mario Mieli sta già lavorando alla costruzione del prossimo Europride: il primo appuntamento internazionale è già fissato per la metà di settembre a Roma, per la Conferenza Epoa.

Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

Rossana Praitano - Presidente


Categorie: Community Gay

Crisi Aids

Lun, 07/19/2010 - 10:39
L'Aids è in calo nel mondo, eppure la minaccia si fa più insidiosa per tutti: per mancanza di finanziamenti, per il suo concentrarsi soprattutto in Africa, per il suo diffondersi invece soprattutto tra la categoria più difficilmente allertabile, ovvero quella degli eterosessuali promiscui. L'Aids è in calo nel mondo, eppure la minaccia si fa più insidiosa per tutti: per mancanza di finanziamenti, per il suo concentrarsi soprattutto in Africa, per il suo diffondersi invece soprattutto tra la categoria più difficilmente allertabile, ovvero quella degli eterosessuali promiscui. Si apre domani a Vienna la diciottesima conferenza mondiale sull'Aids, che vedrà oltre 20 mila partecipanti. I lavori saranno incentrati sull'accesso alle cure per tutti, uno degli obiettivi del millennio decisi dall'Onu per il 2015. Nella sessione di apertura anche la cantante britannica, fondatrice e membro degli Eurythmics, Annie Lennox, promotrice della campagna «una voce contro l'Aids nelle donne e nei bambini» e ambasciatrice dell'organizzazione anti-Aids delle Nazioni Unite.

«Questa è un'edizione importante per la conferenza, perchè siamo a soli 5 anni dal 2015, la data in cui dovrebbe essere garantito l'accesso a tutti ai trattamenti e alla prevenzione - afferma Alessandra Cerioli, presidente della Lila (Lega italiana per la lotta all'Aids - ci sono ministri della Salute di molti Paesi, ma l'Italia brilla per la sua assenza. Il nostro Paese non ha ancora versato la propria quota al Fondo Globale, ed è indietro persino nella presentazione del country report richiesto dall'Onu ogni due anni e che non abbiamo mai presentato». L'Italia doveva partecipare al fondo con 260 milioni di euro. In realtà la crisi economica ha toccato le donazioni di un po' tutti i paesi, e dei 25 miliardi di dollari che dovevano arrivare tra il 2006 e il 2010 ne sono a disposizione solo 11,3, come ha denunciato l'organizzazione Medecines sans Frontieres qualche giorno fa.

«Sono d'accordo sul fatto che ci sono pochi fondi per le campagne - afferma Giampiero Carosi, direttore dell'Istituto di Malattie Infettive e Tropicali dell'università di Brescia e membro della commissione per la lotta all'Aids del ministero della Salute - ma c'è anche un altro problema: mentre prima le categorie più a rischio erano facilmente raggiungibili, perchè erano tossicodipendenti o gay, ora il problema riguarda soprattutto gli eterosessuali promiscui, che sono giovani e vecchi, donne e uomini. Fare campagne per tutti è poco efficace, sparare su tutti è come sparare su nessuno». Secondo quanto affermato da Anthony Fauci, direttore dell' Istituto nazionale americano per le malattie infettive (Niaid) in un articolo su Science, lo stop alle donazioni arriva in un momento in cui «iniziamo a cogliere alcuni successi fondamentali. Dal 2001 i contagi nel mondo sono diminuiti del 17 per cento, ma per ogni persona che riceve un trattamento se ne infettano tre. Se i governi non aumentano gli sforzi per garantire i fondi le conseguenze a lungo termine costeranno molto di più».

Nel mondo sono circa 33 milioni le persone sieropositive, concentrate per il 70 per cento in Africa. Si calcola che almeno 9,5 milioni di persone non abbiano accesso alle terapie. Alla conferenza, che durerà fino al 23 luglio e avrà fra gli speaker Bill Clinton e il ministro della salute sudafricano Aaron Motsoaledi, verrà presentata anche la «dichiarazione di Vienna», nella quale i paesi firmatari si impegnano ad attuare politiche di riduzione del danno sul consumo degli stupefacenti che prevengano il contagio tramite lo scambio di siringhe infette: «L'Italia è famosa nel mondo per essere stata la prima ad applicare queste politiche negli anni '80, dalla distribuzione di siringhe pulite alla promozione dell'uso di metadone, che hanno avuto un grande successo nel diminuire i contagi - conclude la presidente della Lila, Cerioli - ma paradossalmente non firmerà la dichiarazione».

Fonte: ilGiornale.it
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La Presidente dell'Argentina parla dei matrimoni gay

Dom, 07/18/2010 - 15:26
La Presidente dell'Argentina, Cristina Fernandez de Kirchner, ha rilasciato una lunga intervista al giornale Página 12 sull'approvazione dei matrimoni gay. È stato un trionfo della società. Credo che alcuni di quelli che oggi sono contrari con il passare del tempo se ne renderanno conto, perché queste cose si capiscono meglio con il tempo. Se uno pensa che 58 anni fa io non avrei nemmeno potuto votare e oggi sono Presidente della Repubblica. La Presidente dell'Argentina, Cristina Fernandez de Kirchner, ha rilasciato una lunga intervista al giornale Página 12 sull'approvazione dei matrimoni gay.

È un discorso di ampio respiro in cui vengono toccati molti punti, alcuni legati strettamente alla situazione politica argentina, altri più generali. Riportiamo alcuni passaggi.

Innanzitutto per la Presidente si tratta di una vittoria della società e tra pochi anni tutto il clamore intorno al matrimonio omosessuale risulterà anacronistico:

È stato un trionfo della società. Credo che alcuni di quelli che oggi sono contrari con il passare del tempo se ne renderanno conto, perché queste cose si capiscono meglio con il tempo.

Se uno pensa che 58 anni fa io non avrei nemmeno potuto votare e oggi sono Presidente della Repubblica o che prima non potevano esserci matrimoni interrazziali e la gente veniva divisa in base al colore della pelle: c'era gente che prima si sarebbe fatta uccidere per difendere queste posizioni razziste e oggi se ne vergognerebbe.

Il matrimonio gay è una pietra miliare nell'ampliamento dei diritti civili. Si è voluto occultarlo come una questione religiosa, ma è un fatto squisitamente sociale.


La Presidente dell'Argentina, Cristina Fernandez de Kirchner parla poi dell'istituto del matrimonio e sottolinea che non ha nulla di religioso:

Se si va un po' a fondo delle cose, si vede che l'istituzione del matrimonio viene dal diritto romano, che è il grande organizzatore della proprietà privata. Matrimonio, diritti di successione e diritti reali: tutto aveva a che vedere con la proprietà privata, su come dovesse avvenire una successione legittima, su come distinguere i figli legittimi dagli illegittimi.

Il tutto è nato in una società pagana come quella romana. Dare, quindi, una connotazione religiosa all'unione tra due persone non è nemmeno una verità storica.


Cristina Fernandez de Kirchner continua a illustrare il suo punto di vista e sostiene che nessuno può imporre il proprio stile di vita agli altri:

C'è il diritto a vivere insieme alla persona che si ama. Ci sono molte persone che vogliono legalizzare la propria situazione di coppia della stesso sesso e non mi sembra corretto che, dal momento che io sono eterosessuale, imponga il mio modo di amare agli altri.

Perché se i gay non mi impongono l'omosessualità io devo imporre loro l'eterosessualità?

Questo è il nodo centrale: voler imporre una forma di vita. Come società posso esigere dall'altro che non rubi, ma non posso esigere che abbia la vita privata che io voglio. Se guardiamo al lato strettamente legale della cosa […] le azioni private sono riservate unicamente a Dio.


Infine, in merito a quanti nel parlamento argentino si richiamavano al fatto di essere cattolici e/o religiosi in genere, la Presidente chiosa:

Io credo profondamente in Dio ma non nel Dio castigatore, nel Dio persecutore, nel Dio che se faccio quale cosa mi fulmina. Credo in un Dio che vuole la giustizia anche sulla Terra, che protegge i deboli e le minoranze.

Se Gesù si è distinto in qualcosa è stato per essere il protettore dei deboli e di quanto hanno problemi. Non dobbiamo dimenticarci di Maria Maddalena e del fatto che la prima pietra avrebbe potuto tirarla solo chi era libero dal peccato.

Quanti dei membri del Parlamento argentino possono scagliare la prima pietra?


Complimenti, Presidente!

Fonte: Queerblog


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Aids 2010

Dom, 07/18/2010 - 10:53
Domenica 18 luglio si aprirà nella capitale austriaca "Aids 2010" con oltre 20mila delegati da tutto il globo. La Conferenza mondiale sull'Aids, che ha cadenza biennale, torna quindi in Europa (l'ultima volta fu a Barcellona nel 2002) e non si tratta di una scelta casuale. Il tema della conferenza di quest'anno sarà "Rights here, right now" (gioco di parole traducibile con "Diritti qui e ora"), il focus sarà quindi sui diritti umani. Anche questa scelta non è casuale, nell'anno della scadenza indicata (e non rispettata) per il programma di Accesso universale ai trattamenti, obiettivo che la comunità internazionale, in particolare l'Italia e gli altri Paesi del G8, si è prefissato per contrastare la pandemia.
E qui non possiamo non ricordare anche la grande assenza italiana, nonostante le promesse del nostro governo, degli ultimi due anni di contributi al Global Fund per la lotta all'Hiv/Aids. Vienna è porta verso l'Est Europa e l'Asia Centrale, regioni in cui si registra l'aumento di infezioni da Hiv dovuto soprattutto all'uso iniettivo di droghe. "Aids 2010" ha già prodotto un documento ufficiale, la Dichiarazione di Vienna, che sancisce il fallimento della "war on drugs" e la necessità di avviare politiche sulle sostanze basate sull'evidenza scientifica: la repressione non favorisce l'emersione dei comportamenti a rischio, diventando piuttosto motore del propagarsi dell'infezione.

La Dichiarazione di Vienna è stata emessa peraltro negli stessi giorni in cui Ban Ki-moon poneva a capo dell'Unodc, l'Ufficio delle Nazioni Unite sul crimine e le droghe, che ha sede proprio a Vienna, Yuri Fedotov, non senza polemiche. Fedotov proviene dalla Russia, stato membro dell'Onu noto per l'assenza di efficaci pratiche di prevenzione e cura per l'uso di droghe nella popolazione (che ha raggiunto livelli endemici) e per le politiche repressive. Il testo della Dichiarazione di Vienna si può leggere nel sito www.lila.it. La discriminazione delle persone sieropositive resta una questione fondamentale.

Anche in Europa, dove ancora 16 paesi (66 nel mondo) applicano restrizioni in ingresso, come recentemente denunciato anche dalla Lega italiana per la lotta contro l'Aids. Solo un esempio per indicare quanta strada ci sia ancora da fare, a ben trent'anni dalla scoperta del virus Hiv, per garantire i diritti umani delle persone sieropositive, che includono il diritto alle cure e alla prevenzione. La presidente della Lila Alessandra Cerioli sarà a Vienna per seguire i lavori della conferenza. Report quotidiani verranno pubblicati nel sito della Lila, aggiornamenti continui verranno postati nel Twitter di Lila_Onlus.

www.aids2010.org
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Kosmos il concerto si farà ... in Provincia

Sab, 07/17/2010 - 10:48
Il Komos eseguirà lo stesso repertorio che avrebbe proposto nella chiesa dell'Annunziata (da Monteverdi a Mendelssohn fino a Banchieri), ma nella sala della Provincia. Dopo tante polemiche il concerto del coro omosessuale Komos si farà. L'appuntamento è per il 17 luglio alle 21.30 nella sala Adele Bei della Provincia di Pesaro.

Organizzato appositamente dall'ente locale (su iniziativa del vicepresidente Davide Rossi) e sempre a ingresso gratuito, sostituirà l'esibizione dei coristi bolognesi saltata dopo la retromarcia dell'Arcidiocesi pesarese che, nonostante li avesse invitati e inseriti da tempo nel programma del festival ‘Vespri d'organo a Cristo re', sabato scorso ha cancellato il concerto con una nota stringata.

Il Komos eseguirà lo stesso repertorio che avrebbe proposto nella chiesa dell'Annunziata (da Monteverdi a Mendelssohn fino a Banchieri), ma nella sala della Provincia che ha circa 150 posti. "Dopo la nostra offerta di uno ‘spazio di laicità' non ho avuto nessun contatto con la Curia - ha spiegato Rossi, che è anche assessore alla cultura per l'Idv - nè io li ho cercati.

Ma ormai le loro motivazioni mi sembrano chiarissime". Sorpreso dal silenzio della Chiesa? "No, forse c'è un po' di imbarazzo".
Fonte: Il Resto del Carlino


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Divieto sanguigno

Ven, 07/16/2010 - 15:12
L'ospedale "Pini" si aggiunge alla lista degli istituti che non accettano sangue da Gay dichiarati. Il servizio trasfusionale del Gaetano Pini chiude ai gay, e si aggiunge alla lista di ospedali italiani che non accettano sangue da uomini dichiaratamente omosessuali. Un cambio di rotta, quello del nosocomio milanese, sperimentato sulla propria pelle da un ragazzo, donatore "storico" nella struttura, che ha denunciato la vicenda sul suo blog e su Facebook.

"Arrabbiato, amareggiato, deluso e triste" si definisce oggi Gabriele, che da 8 anni donava regolarmente il sangue, tanto da entrare in una lista dei donatori che avrebbero dovuto ricevere un riconoscimento (avendo superato i 20 prelievi).

Una vicenda sulla quale ha subito deciso di intervenire Paola Concia, deputata Pd, che presenterà un'interrogazione al ministro della Salute, nella quale riporterà una serie di statistiche che dimostrano chiaramente come non ci sia alcun fondamento scientifico a questa decisione del Gaetano Pini: "E' ora che le cose cambino", dice la deputata. L'interrogazione sarà firmata anche da Livia Turco, ministro della Salute dal 2006 al 2008.

Il racconto che Gabriele fa, sul suo blog, è quello di una persona che si è sentita offesa e discriminata. "Stamattina sono andato a donare il sangue, come da otto anni a questa parte, come oltre venti donazioni già fatte.
Le infermiere, gentili e simpatiche come sempre, mi danno da compilare il solito foglio con domande su eventuali contatti con sangue infetto, sulle abitudini sessuali, su viaggi all'estero, nell'attesa della visita con la dottoressa responsabile". Tocca alla responsabile informare Gabriele delle nuove direttive: "Mi guarda dritto negli occhi ma è un po' titubante. 'Gabriele è già da un po' che volevo parlarti ma non ho avuto occasione.

Come sai ci siamo uniti al Policlinico, adesso dipendiamo da loro. Le direttive del Policlinico sono chiare, non possiamo accettare donatori omosessuali. Io non sono d'accordo, ma devo rispondere a dei superiori. Mi dispiace tantissimo. Io oggi non me la sento e non posso farti donare".

Gabriele ha una relazione stabile, e ha sempre dichiarato, negli 8 anni passati, di essere gay. "Non potevo credere alle mie orecchie - sottolinea il giovane - fino a ieri il mio sangue andava benissimo, anzi mi chiamavano pure a casa se magari facevo passare troppo tempo tra una donazione e l'altra, è andato bene per oltre venti volte e oggi non va più bene? Vi ho dato nove litri in otto anni e adesso non posso? E perché poi? Solo perché sono gay?".

Una posizione che la responsabile del servizio, Elena Biffi, conferma via e-mail a un utente che le chiede lumi: "Dopo l'integrazione del nostro Servizio Trasfusionale con il Centro Trasfusionale della Fondazione Policlinico, avvenuta lo scorso aprile, abbiamo adottato i medesimi criteri di selezione dei donatori, che attualmente non ammettono alla donazione persone di sesso maschile che abbiano avuto rapporti sessuali con persone di sesso maschile".

Lo stesso Policlinico di Milano, negli anni passati, aveva risposto ad altri utenti che si erano lamentati di questa situazione, confermando "la validità dei suoi protocolli".

Paola Concia reagisce con un misto di stupore e rabbia, e stenta a credere che, ancora oggi, ci siano ospedali pronti a chiudere le porte in faccia ai gay: "Questa è una violazione del principio di non discriminazione sancito dalla Costituzione.

Sulla base dei dati scientifici ufficiali, siamo in grado di dire che non c'è alcun fondamento a questa direttiva dell'ospedale". Tra le statistiche che saranno allegate all'interrogazione, una stima dell'Istituto Superiore di Sanità relativa al 2008: nel 44,4% dei casi, la trasmissione del virus è avvenuta con un rapporto eterosessuale; nel 23,7% dei casi, invece, c'è stato un rapporto omosessuale o bisessuale.

Un trend che trova conferma anche nei dati dell'OMS, a livello mondiale. "In Italia - attacca la deputata lesbica - ci sono 9 milioni di italiani che vanno a prostitute. Loro posso donare il sangue e i gay no? Siamo cittadini come gli altri e devono piantarla di trattarci come persone di serie B. E' ora di farla finita. Se è vero che le Regioni hanno una loro autonomia, questo non vuol dire che si possano discriminare le persone omosessuali".

Livia Turco, quando era ministro della Salute, si occupò di un caso analogo. "Feci fare delle verifiche - ricorda la Turco - e deplorai il comportamento della struttura. Era un provvedimento immotivato e grave. La conclusione dei nostri accertamenti fu che nel nostro ordinamento non c'è nessuna direttiva che discrimina le persone sulla base del loro orientamento sessuale. Insomma, quella norma non aveva alcuna ragion d'essere". La Turco scrisse una lettera al Centro nazionale Aids e arrivò a prendere posizione contro "una decisione discriminatoria e immotivata".

Anche per Rosaria Iardino, presidente del Network Persone Sieropositive 1, si è davanti ad un provvedimento che non alcun fondamento scientifico: "La lettera scritta dalla Turco fu molto importante perché, di fatto, chiariva che non si potevano escludere i soggetti omosessuali dalle donazioni. E' chiaro che le Regioni, poi, sono autonome, ma ci sono delle direttive nazionali". Per la Iardino, la scelta dell'ospedale è "scientificamente stupida, perché non ha alcun fondamento: bisognerebbe anche escludere dalla donazione gli eterosessuali che hanno avuto rapporti a rischio".

Chiamando l'ospedale Pini, il personale del servizio trasfusioni, a chi si presenta come gay, dice: "Qui sono fondamentalisti. Andate al San Paolo, là il vostro sangue andrà bene". Gabriele continuerà a donare: "E' una cosa in cui credo, troverò un altro ospedale".

Fonte: La Repubblica.it

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Matrimonio gay in Argentina

Gio, 07/15/2010 - 10:05
L'Argentina, la cui popolazione cattolica è stimata al 91 per cento, è diventata questa mattina all'alba il primo paese dell'America latina ad autorizzare i matrimoni omosessuali in seguito a un voto storico al Senato trasmesso in diretta tv. Il voto è stato preceduto da incidenti e tensioni davanti al Parlamento dove, convocate da organizzazioni cattoliche, oltre 60mila persone si sono radunate per opporsi all'iniziativa. L'Argentina, la cui popolazione cattolica è stimata al 91 per cento, è diventata questa mattina all'alba il primo paese dell'America latina ad autorizzare i matrimoni omosessuali in seguito a un voto storico al Senato trasmesso in diretta tv. Il voto è stato preceduto da incidenti e tensioni davanti al Parlamento dove, convocate da organizzazioni cattoliche, oltre 60mila persone si sono radunate per opporsi all'iniziativa. Davanti alla sede del Congresso ci sono stati scontri e sono volati insulti tra i gruppi a favore e quelli contrari. Per dividerli è dovuta intervenire la polizia. Il disegno di legge, sostenuto dal governo di centro-sinistra della presidente Cristina Fernandez de Kirchner, è stato approvato con 33 voti a favore e 27 contrari dopo più di 15 ore di dibattito in aula.

La discussione al Senato ha visto il confronto tra i partiti di sinistra e gruppi "kichneristi", che sostengono cioè la presidente Kirchner, e organizzazioni cattoliche, che si sono opposte alla legge approvata lo scorso 5 maggio dai deputati che consente alle coppie omosessuali di sposarsi. Claudio Morgado, responsabile dell'organismo nazionale contro le discriminazioni (Inadi), ha criticato "coloro i quali hanno invocato la 'guerra di Dio'" contro il progetto del matrimonio gay, riferendosi ai vertici della chiesa cattolica argentina. Sulla stessa piazza, i manifestanti cattolici sventolavano d'altra parte cartelli con testi quali "Né unione né adozione, uomo e donna", "Sodoma uguale Argentina", oppure "Voglio una madre e un padre".

Attualmente le nozze gay sono possibili solo in alcuni municipi, tra cui quello di Buenos Aires, pur se la decina di coppie che si sono già sposate hanno dovuto far fronte a vari ricorsi giudiziari, presentati da organizzazioni cattoliche. "E' un giorno storico", ha detto il capogruppo del partito al potere, Miguel Pichetto, ricordando che il dibattito è stato messo in calendario per il 14 luglio, giorno di commemorazione della Rivoluzione francese. "E' la prima volta che si vota per una legge a favore delle minoranze", ha aggiunto. "La società argentina è cambiata: ci sono dei nuovi modelli famigliari, ha detto il capogruppo al Senato dei radicali all'opposizione, Gerardo Morales, spiegando come questa legge sia pensata per tutelare i diritti delle minoranze.

Il nuovo provvedimento modifica il codice civile: la formula "marito e moglie" sarà sostituita dal termine "i contraenti". Le coppie gay sposate potranno inoltre adottare bambini ed avere accesso a sicurezza sociale e congedo famigliare. L'Argentina è quindi diventata il primo Paese dell'America latina ad autorizzare le nozze gay, e il decimo al mondo dopo Olanda, Belgio, Spagna, Canada, Africa del sud, Norvegia, Svezia, Portogallo e Islanda.

Fonte: La Repubblica
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Il Mieli all'Europride di Varsavia

Mer, 07/14/2010 - 12:13
Una folta delegazione del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli sarà presente all'Europride di Varsavia, che si terrà sabato 17 luglio nella capitale polacca. Siamo orgogliosi di partecipare a questo Europride ed onorati di ricevere dalle mani degli organizzatori polacchi il formale passaggio di testimone per il prossimo Europride che si terrà a Roma. Una folta delegazione del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli sarà presente all'Europride di Varsavia, che si terrà sabato 17 luglio nella capitale polacca.

E' il primo Europride che si svolge nell'Europa dell'Est e sono attese migliaia di persone da tutta Europa.

Siamo orgogliosi di partecipare a questo Europride” afferma Rossana Praitano – Presidente del Circolo Mario Mieli – “ed onorati di ricevere dalle mani degli organizzatori polacchi il formale passaggio di testimone per il prossimo Europride che si terrà a Roma nel mese di giugno del 2011".

Il Circolo sta già lavorando alacremente per l'importante evento: il primo appuntamento internazionale è già fissato per settembre, con la Conferenza Epoa (European Pride Organizers Association), che si terrà a Roma”.

Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli

Rossana Praitano – Presidente


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